
Recenti studi scientifici confermano come le fluttuazioni ormonali influiscano sul funzionamento del cervello e la trasmissione di emozioni e informazioni; infatti, non si tratta solo di modificazioni dell’umore, ma anche del trasferimento efficace delle informazioni e delle relative risposte emotive.
In due distinti studi è stato rilevato come l’aumento e la diminuzione degli ormoni sessuali durante il ciclo mestruale è in grado di cambiare la forma alle regioni del cervello che governano la memoria, le emozioni, il comportamento e anche il trasferimento efficiente delle informazioni.
I due studi condotti in maniera indipendente dall’università di Lipsia (pubblicato sulla rivista scientifica ‘Nature’ ) e dall’università di Santa Barbara California (ancora in fase di revisione) hanno monitorato le modificazioni cerebrali di 80 donne, in diversi momenti del loro ciclo mestruale, rilevando rapidi e numerosi cambiamenti determinati dall’aumento e dalla diminuzione degli ormoni sessuali, in tutte le donne che si sono sottoposte al monitoraggio.
Nel primo studio si è utilizzata una risonanza magnetica a campo ultraelevato che ha permesso di ottenere immagini nitide di una serie di cambiamenti in diverse regioni dell’ippocampo che si rimodellava al passo con il ciclo mestruale. L’idea di avere una coreografia di cambiamenti rende molto bene le capacità fluttuante di ciò che si manifesta nell’encefalo in tale condizione. Nell’altra ricerca, invece, il processo si è concentrato sulla scansione del cervello durante l’ovulazione, le mestruazioni e la durata tra i due flussi mestruali, scoprendo che lo spessore della materia grigia e le proprietà strutturali della materia bianca cambiano con la fluttuazione ormonale.
Semplificando molto, questa è una conferma su come le nostre capacità cognitive possano essere influenzate, dagli ormoni sessuali femminili, presenti anche negli uomini: gli estrogeni, inizialmente considerati solo per la funzione riproduttiva, si sono rivelati anche come stimolanti delle regioni cognitive del cervello, modificando la visione che li relegava ad un’unica esclusiva funzione. Con le fotografie ottenute dalle risonanze magnetiche, si è visto che la materia grigia e la materia bianca sono ugualmente sensibili agli ormoni che modulano il ciclo mestruale, riscontrando un quadro sinottico su quanto questi ormoni siano potenti stimolatori che modellano non solo la morfologia del cervello, ma anche l’architettura funzionale, come commentato dagli stessi ricercatori. Risulta però importante sottolineare un dettaglio non trascurabile: la scienza non sta fornendo una comoda giustificazione agli sbalzi d’umore, perché questi studi non rivelano se i cambiamenti di volume siano collegati alla miriade di sintomi emotivi e cognitivi che le donne sperimentano durante tutto il ciclo mestruale, ma, più intimamente, questi studi ci ricordano ancora una volta quanto sia urgente studiare il corpo femminile in medicina, ancora troppo orientata verso gli studi sul genere maschile. I recenti approfondimenti della medicina di genere ci invitano ad intensificare le valutazioni di genere in medicina per una migliore comprensione delle correlazioni tra gli ormoni e la diversa espressione della loro azione nei due sessi.