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La Dominanza Estrogenica

La dominanza estrogenica è una condizione che si riferisce alla presenza di un eccesso relativo di estrogeni spesso in confronto con altre molecole ormonali come il progesterone. Sebbene l’estrogeno sia fondamentale per il corretto funzionamento del sistema riproduttivo e di altri processi fisiologici, un suo eccesso può generare squilibri ormonali con conseguenze sulla salute.

Definizione e Meccanismi Fisiologici

Il termine dominanza estrogenica viene utilizzato quando vi è una condizione in cui i livelli di estrogeni sono elevati o non bilanciati rispetto agli altri ormoni, in particolare il progesterone.  Ciò può accadere a causa di diverse condizioni, tra cui:

  • Utilizzo di terapia estrogenica: terapia ormonale sostitutiva, uso di anticoncezionali o altri trattamenti che contengono estrogeni che possono a contribuire all’aumento degli stessi.
  • Disfunzioni ormonali che alterano la produzione e l’equilibrio degli ormoni;
  • Problemi nel metabolismo degli estrogeni: in alcuni casi, l’organismo non riesce a metabolizzare compiutamente gli estrogeni determinandone un accumulo;
  • Presenza di disfunzioni endocrino-metaboliche: patologie frequenti che alterano l’equilibrio endocrino-metabolico come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o la presenza di deficit enzimatici che possono alterare la sintesi ed il metabolismo degli estrogeni e/o di tutta la catena di sintesi degli steroidi sessuali;
  • Problemi tiroidei che spesso sono associati ad una ridotta capacità di metabolizzare gli estrogeni;
  • Esposizione a interferenti endocrini da fattori ambientali come l’esposizione a sostanze chimiche simili agli estrogeni, chiamate xeno-estrogeni, che si trovano in vari ambienti quotidiani come plastica, pesticidi, prodotti chimici quali i parabeni presenti nei saponi e prodotti cosmetici che possono influenzare i livelli propri degli estrogeni ed alterare l’equilibrio ormonale;
  • Dieta squilibrata o fattori legati allo stile di vita, che possono predisporre a una sovraproduzione di estrogeni;
  • Infine, se pensiamo che anche le cellule adipose rappresentano una fonte extra-gonadica di estrogeni, gli individui obesi sono quelli più a rischio di dominanza estrogenica. Quindi, si parla di dominanza estrogenica non soltanto quando i livelli di estrogeni sono elevati, ma anche quando questi pur essendo normali presentano insieme un deficit di produzione di progesterone determinando uno squilibrio nel rapporto estrogeni/progesterone; è questo il motivo per cui il fenomeno si manifesta soprattutto nella perimenopausa, quando i bassi livelli di estrogeni non sono in equilibrio con quelli del progesterone provocando ansia, insonnia, labilità emotiva, ritenzione idrica, incremento ponderale.

Conseguenze della Dominanza Estrogenica

La dominanza estrogenica è stata associata a diversi sintomi e patologie. I sintomi possono essere molteplici e variare da soggetto a soggetto, ma generalmente si presentano con varia associazione. Ecco alcune delle principali condizioni:

  1. Disturbi del ciclo mestruale: un eccesso di estrogeni può provocare mestruazioni irregolari, abbondanti e/o dolorose;
  2. Sindrome premestruale (PMS): un aumento relativo degli estrogeni rispetto al progesterone è spesso correlato con sintomi come irritabilità, gonfiore e stanchezza;
  3. Aumento di peso;
  4. Fibromi uterini: l’eccesso di estrogeni è collegato alla comparsa di fibromi uterini, tumori benigni dell’utero;
  5. Cefalea o emicrania: gli squilibri ormonali, in fase ovulatoria o premestruale, possono determinare mal di testa;
  6. Alterazioni del tono dell’umore: ansia, irritabilità, labilità emotiva, depressione o sbalzi d’umore sono comuni;
  7. Astenia: presenza di un senso costante di stanchezza o affaticamento;
  8. Disturbi del sonno: difficoltà all’addormentamento e/o insonnia;
  9. Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): sebbene la PCOS sia un disturbo complesso endocrino-metabolico, l’alterazione del bilancio ormonale tra estrogeni e progesterone può contribuire alla sua manifestazione;
  10. Aumento del rischio di alcune patologie ginecologiche: la dominanza estrogenica è associata a un rischio di maggiore incidenza di neoplasie della mammella e dell’utero nelle donne in postmenopausa;
  11. Problemi di salute mentale: un disequilibrio della produzione ormonale, con alterazione dell’omeostasi della stessa, può influenzare la serotonina e altre sostanze chimiche cerebrali con impatto su ansia, depressione e irritabilità.

Trattamento e Prevenzione

La gestione della dominanza estrogenica dipende dalla causa e dai sintomi specifici della paziente e richiede un approccio multidisciplinare e personalizzato specifico che comprende anche le modificazioni dello stile di vita e terapie mirate che modifichino le alterazioni ormonali alla base della condizione clinica manifestata.

Studi recenti confermano il ruolo degli estrogeni in diverse patologie e come l’equilibrio ormonale sia cruciale per la salute generale. Ad esempio, una ricerca pubblicata sul  “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism “  ha sottolineato come l’eccesso di estrogeni possa alterare il metabolismo cellulare e portare a una crescita anomala dei tessuti che può favorire la comparsa di tumori. Inoltre, in un altro studio pubblicato su  “Menopause”  ha evidenziato che la dominanza estrogenica potrebbe essere una delle cause dei sintomi post-menopausali in molte donne, suggerendo che un trattamento ormonale adeguato potrebbe alleviare il disagio senza esporre a rischi eccessivi.

In sintesi, la dominanza estrogenica è un fenomeno complesso che ha implicazioni significative per la salute e la sua gestione richiede un approccio integrato basato su stili di vita sani, terapie appropriate e un monitoraggio ormonale costante. La sua gestione efficace richiede un approccio che consideri tutti questi aspetti per ripristinare un sano equilibrio e migliorare il benessere complessivo. Con una adeguata diagnosi e trattamento è possibile riequilibrare i livelli della disfunzione ormonale e migliorare la qualità di vita.

È evidente che in tal caso, bisogna rivolgersi ad un esperto multispecialista endocrinologo-ginecologo-oncologo, cioè in possesso di una conoscenza multidisciplinare e polispecialistica attraverso la padronanza delle singole specializzazioni acquisite quali l’endocrinologia, la ginecologia e l’oncologia in accordo con le possibili implicazioni che tale sindrome contempla, al fine di rivolgere l’approccio più idoneo al controllo della fenomenologia in atto.

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